L'associazione

La Legione XXI Rapax , Gens Julia è un'associazione culturale, senza scopo di lucro, che ha della Rievocazione Storica il suo scopo principale.
Le nostre attività si occupano di rievocazione della storia romana in manifestazioni pubbliche, studio tecnico della vita quotidiana dei soldati Romani e dei loro equipaggiamenti, oltre che visite culturali organizzate ed eventi di aggregazione.

La crescita culturale personale della Legione e dei suoi associati (attraverso lo studio di testi, musei e documentari da cui trarre spunti storici ) è il metodo principale con cui cerchiamo di mantenere qualità storica e veritiera che è la base della rievocazione vera e propria.

venerdì 29 maggio 2015

Racconti di Teutoburgo



Due dei nostri associati sono stati scelti per un grande progetto all'interno del mondo della rievocazione storica.
La prima tappa di questo progetto li ha portati a Kalkriese, in Germania, dove nel 9 d.c. la XVII , la XVIII e la XIX legione sono state annientate per opera del traditore Arminio.
Un GRANDISSIMO riconoscimento al valore del lavoro svolto da tutta l'associazione e di due dei nostri più attivi associati.
Un grande onore ed una grande occasione di ripercorrere il sentiero dove Varo fece marciare oltre 20 mila uomini tra Legionari e civili.
Ma ecco il racconto di Valentino, legionario in armi per conto della XIX Legione durante questa avventura :


" Non eravamo più nella pelle. Finalmente si partiva alla volta della famigerata selva di Teutoburgo.
Abbiamo preparato per oltre due mesi i dettagli del viaggio, sistemato più volte l'intera attrezzatura e studiato a fondo l'argomento trattato. Dal contesto sociale che l'imperatore Augusto aveva riservato a quella che si accingeva a diventare provincia Romana Germanica fino alle resistenze culturali dei germani. Ovviamente anche su tutti e tre i musei che oggi sorgono in adiacenza della foresta. Un bellissimo lavoro di biblioteca per arrivare molto preparati a ciò che ci aspettava.
Il viaggio ci ha portato a percorrere alla fine intorno ai 4mila km complessivi.
Ma il mio ricordo principale è l'emozione che ho provato nel trovarmi nella foresta. Sul percordo che le Legioni hanno calcato. Nel luogo dove , presumibilmente, ha trovato la morte Marcus Aius ( legionario della prima coorte della XIX legione) come un reperto giunto fino a noi ne ha testimoniato la tragica fine.
Qui, in una terra lontana 1600 km dall'Urbe, i suoi soldati lottarono fino all'ultimo respiro senza scappare.
Arrivare qui significa arrivare a vivere da protagonisti la nostra passione di rievocatori.
Ho conosciuto tantissimi altri rievocatori ,artigiani, appassionati e professionisti veri, giunti da ogni paese d'europa.
In soli 4 giorni , penso e spero, siano nate parecchie nuove amicizie. La passione per le cose ( in questo caso la storia e la rievocazione dell'antica Roma civile e militare ) lega con un filo invisibile persone che vivono vite diverse a migliaia di km di distanza."




MUSEO DI HALTERN

















MUSEO DI KARKLIESE














IL PERCORSO DI VARO













LA CADUTA DI MARCUS AIUS


IL CAMPO ROMANO 






















IL NOSTRO TRIBUNO.....ANCORA GRAZIE !






lunedì 4 maggio 2015

Gaio Mario



I Cimbri avevano quindi attraversato le Alpi orientali e l’esercito Romano a guardia del Brennero guidato dal console Catulo si ritirò vista l’incapacità di fronteggiare una cosi grande offensiva .
Gaio Mario , appena vincitore nella battaglia di Aquae Sextiae, raggiunse con le sue Legioni i nuovi invasori della penisola italica.
I Germani, fiduciosi dei loro mezzi ed inconsapevoli attendenti dei loro fratelli teutoni , inviarono un’ambasceria al generale Romano invitandolo a prendere atto del fatto compiuto della loro venuta e quindi invitandolo ad assegnare loro terre al nord della penisola. Per rendere più convincente questa pretesa avvisarono Mario dell’intenzione di unirsi ai teutoni facendo fronte comune, alludendo cosi al grande numero di guerrieri che i Romani avrebbero dovuto cosi affrontare.
La risposta di Gaio Mario, forte dello sterminio che poco tempo prima aveva fatto del popolo teutone,  fu però irriverente:

“ Non dovete preoccuparvi dei vostri fratelli Teutoni, essi hanno ricevuto da Roma tutta la terra di cui avevano bisogno e tale  dono è valido per l’eternità ! “


A queste parole di scherno i Cimbri , irrigiditi, avvisarono il generale romano dell’imminente arrivo dei fratelli germani sul campo di battaglia.  Per risposta Mario mostrò il re dei teutoni in catene assieme ad altri prigionieri scampati al massacro del campo di battaglia.

Sulla piana di Vercellae, il giorno seguente, Mario sterminò i guerrieri ed il popolo dei Cimbri ponendo fine definitivamente alle devastazioni ( e minaccia di invasione ) a cui i popoli germani avevano posto l’europa negli ultimi anni.



martedì 21 aprile 2015

2768 anni di storia, di gloria, di dominio !



“Roma non è soltanto una entità geografica.

Roma non è circoscritta da fiumi, monti o mari.

Roma non è un fatto di razza, sangue o religione: 

Roma è un ideale.

Roma è la più sublime personificazione della libertà e della 

legge mai realizzata dal genere umano da quando, diecimila anni fa, i nostri antenati sono scesi da quei monti e hanno 

imparato a vivere in comunità obbedendo alla legge.”

Cicerone

sabato 11 aprile 2015

Iniziative a Roma





L'anno scorso fu un successo straordinario con 110.000 spettatori e 563 repliche. 


Il viaggio nella storia dell'antica Roma ideato da Piero Angela e Paco 


Lanciano raddoppia con una nuova tappa nel "Foro di Cesare".



Spettacoli multimediali al via dal 25 aprile con un'anteprima gratuita e no-stop venerdì 24.

mercoledì 1 aprile 2015

Castore e Polluce



A Roma i Diòscuri (con il nome di Càstori) venivano ricordati nel loro tempio collocato all'interno del Foro Romano, nelle vicinanze del Tempio di Vesta, costruito per un voto offerto dal dittatore Aulo Postumio durante la battaglia del Lago Regillo. Il risultato della battaglia, inizialmente sfavorevole ai guerrieri dell'Urbe, si dice sia stato deciso dall'apparizione dei mitologici Dioscuri, Castore e Polluce. Narra Dionigi d'Alicarnasso :

"Nel corso del combattimento apparvero, tanto al dittatore Postumio quanto ai soldati, due cavalieri di età giovanile, assai superiori a chiunque altro per bellezza e per statura.Essi si posero alla testa della cavalleria romana e, respinto l'attacco dei Latini, li volsero in fuga.È fama che quella sera stessa furono visti nel Foro romano due giovani di straordinaria bellezza, in abito militare, che sembravano reduci da un combattimento e portavano cavalli madidi di sudore. Essi abbeverarono gli animali e si lavarono alla sorgente che scaturisce presso il tempio di Vesta… e a quanti domandavano notizie, riferirono dell'andamento e dell'esito della battaglia e della piena vittoria dei Romani; quindi, allontanatisi dal Foro, non furono visti mai più." 
  
Sempre Dionigi dice che i Romani si resero conto che si trattava di un'apparizione miracolosa e rapidamente identificarono i due giovani con Castore e Polluce. Tito Livio, invece, scrive che nel momento più drammatico della battaglia Aulo Postumio aveva fatto voto, in caso di vittoria, di erigere un tempio a Castore. Questo episodio leggendario raccontato da Dionigi è successivo ad un episodio analogo, ugualmente leggendario: nel corso della battaglia del fiume Sagra combattuta intorno al 550 a.C. tra Locri e Crotone i soldati di Locri, meno armati e meno numerosi di quelli di Crotone, vinsero solo dopo il fondamentale intervento di due giovani a cavallo, di straordinaria bellezza e di grande valore, che anche in questo caso, a battaglia conclusa, apparvero a Locri per annunciare la vittoria. Anche loro furono identificati dai Locresi nei Dioscuri.


Il 15 luglio era tradizione che gli equites svolgessero una processione fastosa a cavallo verso il tempio, dato che consideravano i Dioscuri, celebri cavalieri, i propri protettori.